Ciclo mestruale: conoscerlo per capire meglio il proprio corpo

Come funziona il ciclo mestruale, quali cambiamenti sono normali e quali segnali meritano attenzione. Una guida per conoscere meglio il proprio corpo.

5 minuti di lettura

Il ciclo mestruale accompagna una parte importante della vita di una donna, dal menarca fino alla menopausa. Eppure, nonostante sia un fenomeno fisiologico, non sempre viene conosciuto davvero.

Spesso si parla semplicemente di “ciclo” riferendosi ai giorni delle mestruazioni, ma il ciclo mestruale comprende in realtà tutto il periodo che va dal primo giorno di una mestruazione al primo giorno della successiva. Durante questo intervallo il corpo attraversa diverse fasi, regolate da variazioni ormonali che coinvolgono ovaie e utero.

Conoscere il proprio ciclo può aiutare a comprendere meglio il corpo, riconoscere i propri ritmi e accorgersi più facilmente quando qualcosa cambia.

Quanto dura un ciclo mestruale?

Il ciclo viene contato a partire dal primo giorno delle mestruazioni.

Spesso si utilizza come riferimento una durata di circa 28 giorni, ma non significa che ogni donna debba avere un ciclo esattamente di questa durata. La variabilità individuale è normale e anche nella stessa persona possono esserci alcune differenze da un mese all’altro.

Per questo è più utile imparare a conoscere il proprio andamento abituale piuttosto che confrontarlo continuamente con un numero considerato “ideale”. Anche la durata delle mestruazioni può essere diversa da persona a persona.

Le diverse fasi del ciclo

Il ciclo mestruale non è costituito soltanto dalla mestruazione. Possiamo distinguerlo, in maniera semplificata, in alcune fasi.

La fase mestruale

Il primo giorno delle perdite di sangue rappresenta il primo giorno del nuovo ciclo. La mestruazione avviene quando, in assenza di una gravidanza, l’endometrio — il tessuto che riveste internamente l’utero — viene eliminato.

Durante questi giorni alcune donne non avvertono particolari disturbi, mentre altre possono sperimentare crampi, stanchezza, tensione lombare, mal di testa o cambiamenti dell’umore.

La fase follicolare

Dopo l’inizio delle mestruazioni, nelle ovaie alcuni follicoli iniziano a svilupparsi sotto l’azione degli ormoni. Contemporaneamente l’endometrio ricomincia gradualmente a crescere.

È una fase che può avere una durata variabile ed è proprio questa variabilità a determinare buona parte delle differenze nella durata complessiva del ciclo.

L’ovulazione

Durante l’ovulazione un follicolo ovarico rilascia una cellula uovo. Non avviene necessariamente sempre al quattordicesimo giorno: il momento dell’ovulazione può variare da donna a donna e anche tra cicli diversi nella stessa persona.

Per questo basarsi esclusivamente sul calendario non permette di individuare con certezza i giorni fertili.

La fase luteale

Dopo l’ovulazione il corpo continua a produrre ormoni che preparano l’endometrio all’eventuale impianto di una gravidanza. Se la gravidanza non avviene, i livelli ormonali diminuiscono e comincia una nuova mestruazione.

Il ciclo può cambiare nel corso della vita

Il ciclo mestruale non rimane necessariamente identico negli anni. Può modificarsi durante l’adolescenza, dopo una gravidanza, durante l’allattamento, in periodi di particolare stress o in prossimità della menopausa.

Anche cambiamenti importanti nel peso corporeo, nell’attività fisica o nello stato generale di salute possono influenzarne la regolarità. Per questo una variazione occasionale non indica necessariamente la presenza di un problema.

Ciò che conta è osservare se il cambiamento persiste nel tempo o se è accompagnato da altri sintomi.

Dolore mestruale: quando è normale?

Un certo grado di crampi o fastidio nei primi giorni delle mestruazioni è piuttosto comune. Il dolore mestruale viene chiamato dismenorrea e può essere legato alle contrazioni dell’utero.

Il dolore, però, non dovrebbe essere considerato automaticamente qualcosa da sopportare. Se è così intenso da impedire di andare a scuola, lavorare, dormire, svolgere attività quotidiane o se peggiora progressivamente nel tempo, è opportuno parlarne con un professionista sanitario.

Dietro a un dolore importante possono infatti esserci condizioni che meritano un approfondimento specifico.

Anche il flusso può essere diverso da donna a donna

Non tutte le donne hanno la stessa quantità di flusso. Può essere più abbondante nei primi giorni e diminuire progressivamente oppure avere caratteristiche differenti.

È utile però prestare attenzione quando il sanguinamento diventa molto più abbondante rispetto al proprio solito, dura insolitamente a lungo oppure provoca stanchezza marcata, debolezza o altri sintomi. Una perdita abbondante e prolungata può, per esempio, contribuire nel tempo a una carenza di ferro.

Tenere traccia del ciclo può essere utile

Annotare le mestruazioni può aiutare a conoscere meglio il proprio corpo. Non è necessario controllare ogni dettaglio: possono bastare alcune informazioni semplici:

  • primo giorno delle mestruazioni;
  • durata del sanguinamento;
  • eventuale dolore;
  • quantità indicativa del flusso;
  • perdite o sanguinamenti fuori dal periodo mestruale;
  • eventuali sintomi ricorrenti.

Puoi farlo con un’agenda, un calendario oppure un’applicazione. Avere queste informazioni può essere utile anche durante una visita ostetrica o ginecologica perché permette di ricostruire più facilmente l’andamento degli ultimi mesi.

Quando è utile chiedere una valutazione?

Ogni donna ha il proprio ritmo, ma alcuni cambiamenti meritano di essere approfonditi. È consigliabile parlarne con un professionista sanitario quando, ad esempio:

  • le mestruazioni diventano improvvisamente molto irregolari;
  • il ciclo scompare per diversi mesi senza una causa conosciuta;
  • il sanguinamento è molto abbondante o molto più intenso del solito;
  • compaiono perdite di sangue tra una mestruazione e l’altra;
  • il dolore mestruale limita significativamente la vita quotidiana;
  • compare dolore pelvico anche lontano dalle mestruazioni;
  • il proprio ciclo cambia improvvisamente e la variazione persiste.

In caso di ritardo mestruale, se esiste la possibilità di una gravidanza, è naturalmente importante prendere in considerazione anche questa possibilità.

Che ruolo può avere l’ostetrica?

L’ostetrica non accompagna la donna soltanto durante gravidanza, parto e post parto. La sua attività riguarda la salute femminile nelle diverse fasi della vita e può includere anche educazione e consulenza sul ciclo mestruale.

Un incontro può essere utile per imparare a conoscere meglio:

  • le diverse fasi del ciclo;
  • i cambiamenti che possono verificarsi durante il mese;
  • la gestione quotidiana delle mestruazioni;
  • i diversi prodotti mestruali disponibili;
  • i segnali del proprio corpo;
  • il rapporto tra ciclo, fertilità e sessualità.

Quando emergono sintomi che richiedono una valutazione medica o diagnostica, l’ostetrica può inoltre indirizzare verso il ginecologo o verso il professionista più appropriato.

Conoscere il ciclo significa conoscere meglio sé stesse

Il ciclo mestruale non dovrebbe essere qualcosa da osservare soltanto quando “non arriva”. Imparare a conoscerne l’andamento permette di comprendere meglio i cambiamenti del corpo e di riconoscere più facilmente ciò che è abituale e ciò che invece merita attenzione.

Non esiste un ciclo perfetto uguale per tutte. Esiste il proprio ciclo, con le sue caratteristiche e i suoi cambiamenti nel tempo.

Ascoltarlo e conoscerlo è una parte importante della cura della propria salute.

Nota: questo articolo ha finalità informative e non sostituisce una valutazione sanitaria individuale. In presenza di dolore importante, sanguinamenti anomali o cambiamenti persistenti del ciclo è consigliabile rivolgersi a un professionista sanitario.

Parliamone insieme

Hai bisogno di un confronto?

Se desideri approfondire un dubbio o capire quale percorso può essere più adatto a te, possiamo parlarne insieme.

Contattami